Why Physical? Why Now?

Sono gli atelier post litteram in cui la relazione con il cliente è posta al centro. Luoghi di condivisione e di connessione con il digitale che tengono viva la tradizione del mestiere di una volta


Parlare di revenge del negozio fisico non è affatto sbagliato. Lo dimostrano alcune piccole realtà che hanno deciso di investire in nuove location, oppure addirittura di aprire il primo punto vendita dopo aver già consolidato il business su altri canali, o andare contro qualsiasi modello virtuoso e preferire di lanciare il proprio marchio in uno spazio fisico, ricevendo solo su appuntamento. Quando in periodo pandemico sembravano ormai destinati all'estinzione, era difficile immaginare che ci saremmo trovati al contrario di fronte a una loro rinascita. In questo listing che segue, abbiamo selezionato quelli che si definiscono “atelier post litteram”, in cui la relazione con il cliente è unica, ma l'esperienza che si vive ruota sempre intorno a un touch analogico, che sembra piacere sempre di più al mondo del lusso. Spazi fisici che si trasformano in luoghi di condivisione e connessione, vivendo la digitalizzazione come un'opportunità per tenere vive le tradizioni del mestiere.

1. HOMER
2. PERSTA
3. GIULIA TAMBURINI
4. MEJURI
5. JESSICA MCCORMACK
6. VILLA MILANO 


HOMER 
WHO: FRANK OCEAN
WHY: IL PRIMO NEGOZIO DI GIOIELLERIA DEL BRAND HOMER RICEVE SOLO SU APPUNTAMENTO E NON VENDE ONLINE. UNA SORTA DI ATELIER 2.0 IN UN CONTESTO DI DESIGN
WHERE: NEW YORK, USA.
WEB: HOMER.COM

Esclusività, è questa la parola chiave per comprendere il successo del brand Homer, fondato dal cantautore statunitense, Christopher Edwin Breaux in arte Frank Ocean. Il marchio indie ha debuttato sul mercato lo scorso agosto con una collezione di fine jewelry disponibile solo all’interno di The New York Jewelers Exchange, 70-74 Bowery, a Manhattan. La particolarità? Il negozio, realizzato in collaborazione con gli architetti Michael Abel e Nile Greenberg dello Any studio, è accessibile solo su appuntamento e le collezioni non hanno uno sbocco e-commerce: eventuali ordini internazionali si possono effettuare per telefono. Homer è una sorta di atelier post litteram, dove la relazione è unica e personale con un touch analogico, che sembra piacere sempre di più al mondo del lusso. L’esperienza, infatti, comincia e termina nello spazio, quanto di più diverso da una boutique tradizionale, che riproduce il packaging in versione extralarge, sfruttando la duttilità dell’alluminio e del poliuretano. Già meta esclusiva dell’elite newyorkese, Homer rappresenta un unicum nel suo genere, un contenitore plasmabile, dove si può spaziare dalla gioielleria alle collaborazioni one-of-a-kind come nel caso del co-branding con Prada. Dalla partnership tra Frank Ocean e la maison milanese è nata infatti una mini capsule di tre oggetti: una giacca a vento, uno zaino e una belt bag che è disponibile solo nel negozio di New York.

PERSTA 
WHO: GUILHEM AND OLIVIER FAIVRE D’ARCIER, FOUNDERS.
WHY: LA NUOVA BOUTIQUE DI PARIGI FA DA SFONDO ALLA COLLEZIONE PSM (PERSTA SUR MESURE), DOVE I GIOIELLI SI CREANO E PROGETTANO INSIEME AL CLIENTE
WHERE: PARIS, FRANCE
WEB: PERSTA.FR

«Il contatto fisico resta fondamentale nel mondo della gioielleria», a pensarlo è Guilhem Faivre d’Arcier, founder, assieme al fratello Olivier, di Persta, giovane brand che punta a reinterpretare i codici della gioielleria tradizionale per ispirare le generazioni future. Inaugurata lo scorso ottobre, la prima boutique si trova nel cuore di Parigi, il Marais, luogo ricco di fermento culturale: «Siamo circondati da gallerie d'arte, è una vera e propria area artistica. Essere immersi in questo tipo di energia è essenziale per l'identità del brand», spiega Guilhem. Ma perché aprire un negozio fisico in un periodo in cui l'e-commerce sta diventando sempre più importante per tutti? «Il nuovo spazio non è solo una boutique, ma anche e soprattutto un laboratorio di creazione. È qui che ora realizziamo le collezioni. Volevamo offrire ai nostri clienti un'esperienza reale, incontrarli e avere un legame diretto con loro, mostrando come nascono i gioielli. Siamo cresciuti proprio grazie all’e-commerce che durante la pandemia ha avuto una funzione strategica e sentivamo l’esigenza di avere uno spazio più grande dove sviluppare la nuova linea PSM (Persta Sur Mesure), poter accogliere i clienti, discutere e progettare insieme il gioiello unico dei loro sogni. Lo spazio, pur essendo monomarca, mira a mettere in luce altri talenti, a essere un luogo di condivisione e connessione, ad accogliere artisti di diversa provenienza. Un enorme tetto in vetro copre il soffitto del negozio che può dare l'impressione di essere all'aperto. Abbiamo lavorato l'intero spazio in monocromia: il Tadelakt beige crea un equilibrio tra una calda atmosfera mediterranea e un'estetica moderna, minimalista e pura che mette sempre in risalto i gioielli. La parte del laboratorio è tradizionale, con banchi da lavoro in legno, costruiti nel rispetto della tradizione artigianale. È uno spazio che ci somiglia e si evolve insieme a noi».

GIULIA TAMBURINI 
WHO: GIULIA TAMBURINI, DESIGNER AND FOUNDER
WHY: UN ATELIER FISICO MA INTERATTIVO, CON ESPOSIZIONE E LABORATORIO A VISTA
WHERE: MILAN, ITALY
WEB: GIULIATAMBURINI.IT

«Insieme a mio fratello Francesco, professionista nel mondo della comunicazione, abbiamo lavorato a un e-commerce con l’idea di digitalizzare l’esperienza di una visita nel mio laboratorio artigiano, dove seguo ideazione, disegno e produzione di ogni gioiello, rispettando le tradizioni dell’oreficeria classica artigianale italiana e senza alcun tipo di processo industriale», aveva spiegato Giulia Tamburini l’anno scorso, nel lanciare il suo primo e-shop in occasione di un anniversario importante, i 10 anni di attività del brand. Sul suo sito è possibile navigare tra 220 gioielli, personalizzabili con le combinazioni preferite di metalli (argento, bronzo, oro bianco, giallo e rosso) e gemme. Ora, a distanza di un anno, il percorso dell’artigiana orafa milanese compie un altro passo in avanti, con l’apertura di uno spazio fisico, composto da una parte di esposizione e una di laboratorio a vista. Il processo di digitalizzazione dell’artigianato viaggia così parallelamente a un’operazione nel mondo fisico che punta a valorizzare e mantenere vive le tradizioni di un mestiere che altrimenti rischiano di andare perse. Il nuovo atelier si trova in un cortile interno di viale Piave 5, nel cuore di Porta Venezia a Milano: qui Giulia riceve ogni cliente su appuntamento, che può essere concordato online sul sito della designer, in modo da dare esclusività a ogni incontro e poter mostrare a ognuno dove viene ideato, progettato e realizzato manualmente ogni gioiello.


MEJURI 
WHO: NOURA SAKKIJHA, CO-FOUNDER AND CEO
WHY: LA PRIMA BOUTIQUE IN EUROPA DEL BRAND AMERICANO, CHE SI PRESENTA COME UN ELEGANTE SALOTTO DOVE FARE UNA FULL IMMERSION NEL MEJURI STYLE.
WHERE: LONDON, ENGLAND
WEB: MEJURI.COM

È diventato famoso in breve, per l’utilizzo di materiali nobili e sostenibili, un design perfetto per la quotidianità e i prezzi abbordabili. Mejuri, brand di Toronto con negozi a Los Angeles, New York, Boston e Austin, è da poco arrivato per la prima volta in Europa, con un negozio nella capitale del Regno Unito. A settembre scorso, proprio nel cuore del Marylebone Village - 96 Marylebone High St - il marchio ha aperto le porte di uno spazio a due piani, progettato in toni naturali e realizzato in legno chiaro profilato con tocchi d'oro. La boutique offre l’opportunità di rilassarsi in un vero e proprio salotto per stimolare la creatività personale e godere dei consigli di stile del concierge interno.

JESSICA MCCORMACK
WHO: JESSICA MCCORMACK, FOUNDER
WHY: UNO SPAZIO INTERAMENTE DEDICATO ALLA BRIDAL JEWELRY, MA ANCHE UNA GALLERIA D’ARTE DOVE APPREZZARE DIVERSE FORME DI BELLEZZA ESTETICA
WHERE: LONDON, ENGLAND
WEB: JESSICAMCCORMACK.COM

Il quartiere Mayfair è tra i più conosciuti ed esclusivi di Londra. Proprio nella sua parte più elegante, si trova il negozio di Jessica McCormack. Neozelandese di nascita ma londinese d’adozione, la designer ha dato vita al suo personale regno del gioiello: una grande casa del XIX secolo in 7 Carlos Place. Un posto esclusivo, che ospita non solo i suoi gioielli, ma anche il laboratorio dove nascono artigianalmente le creazioni. L'interno dell'edificio di cinque piani ha soffitti alti, grandi finestre ad arco, pavimenti in legno invecchiato, caminetti e un cortile ben curato. I piani sono arredati con mobili antichi, sculture e dipinti contemporanei. La biblioteca ha una libreria lungo tutta la parete e un pianoforte che riempie lo spazio di musica. Un luogo esclusivo, in cui McCormack ha appena inaugurato uno spazio interamente dedicato al bridal. «Volevo che fosse un posto tranquillo e accogliente. Dalle opere d'arte nello spazio, al pavimento che abbiamo scelto, ai colori del tappeto, volevo solo creare un ambiente che fosse rilassante e bello», afferma la designer.

VILLA MILANO 
WHO: ALICE AND FRANCESCA VILLA, ENTREPRENEURS AND ART DIRECTORS.
WHY: UN BRAND CULT DA 5 GENERAZIONI, CHE PUNTA SU STORYTELLING DIGITALE E UNA NUOVA BOUTIQUE CON LABORATORIO APERTO AL PUBBLICO.
WHERE: MILAN, ITALY.
WEB: VILLA.IT

La storia della gioielleria Villa Milano ha radici profonde. Era il 1876 quando Benvenuto Villa fondava la maison. Orafo, scultore e alchimista di grande fama, iniziò a presentare le sue creazioni di gioielli e sculture durante le grandi esposizioni universali dell’epoca, vincendo, nel 1889, la medaglia d’oro all’esposizione di Parigi, con una modernissima ed ermetica scultura “cubo” in argento. Proprio quella scultura, oggi, risiede nel nuovo negozio di Villa Milano, che lo scorso giugno si è spostato dallo storico indirizzo di via Manzoni, arrivando nel cuore di Brera. «Il trasferimento in Brera è una celebrazione della città. Abbiamo lasciato una via che aveva un valore storico, per scegliere una zona che oggi ci rappresenta più. La nostra realtà artigianale rimane il nostro punto di forza, abbiamo scelto un luogo in cui questo potesse essere valorizzato. Brera è il quartiere degli artisti, popolato da negozi unici, cosa che nel centro un po’ si sta perdendo: i grandi brand stanno prendendo il posto delle piccole boutique caratteristiche e di valore», spiega Alice Villa che, assieme alla sorella Francesca, guida la maison con un nuovo approccio sperimentale. «Stiamo apportando alcuni cambiamenti, per stare al passo coi tempi e in un certo senso anticiparli ». Se indossare un gioiello Villa significa indossare un pezzo di storia milanese, Alice e Francesca, quinta generazione a capo della maison, provano a compiere un nuovo passo verso il futuro, non solo proponendo creazioni dal design innovativo, ma anche offrendo una shopping experience unica. «La nuova boutique ha un’immagine rinnovata, con vetrine catching che cambieranno costantemente per accendere la curiosità dei clienti, e un laboratorio aperto al pubblico, dove è possibile osservare come nascono le creazioni. Stiamo investendo molto nel digitale che sarà sempre più importante, ma una realtà come la nostra non può prescindere dall’incontro fisico. Solo così si possono portare avanti la narrazione di una consapevolezza artigianale molto forte e un discorso di unicità, che è ancora quello che porta i clienti a scegliere Villa Milano. E dal 1876».

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