Pierre Hardy, il Pensiero Dietro Hermès Jewelry
Qual è il concept che ha portato all'ultima collezione della maison francese Into the Horsescape? Ce lo rivela il suo direttore creativo
Lunedì, 28 Settembre 2026, by Giulia Bugliosi
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Pierre Hardy, Creative Director of Hermès Jewelry
«In questa collezione ho voluto esprimere due cose separate e inseparabili allo stesso tempo: dinamica e forza. Le ho immaginate fantasmagoriche, quasi cinematografiche. Ho impiegato molto tempo a capire quanto fosse centrale per me il rapporto tra il gioiello e il corpo. Come dialoga il gioiello con chi lo indossa? Lo valorizza? Lo ostacola? Lo migliora? Un gioiello risponde sempre a domande intime e personali e io cerco di interpretarle senza tradirle. Le pietre le utilizzo in modo quasi pittorico, come fossero colori. Ne rispetto la storia: arrivano fino a noi dopo millenni di trasformazioni. Ciò che conta è la loro relazione, l'associazione tra materiali, forme e sfumature. Nell'alta gioielleria si tratta anche di rivelare la bellezza di ciò che appare semplice. Il gioiello è un orpello estetico, un "di più", ma non soltanto. Può trasmettere un messaggio di amore, potere o appartenenza. Molto spesso è una conversazione segreta con sé stessi o tra due persone. Definirei Into the Horsescape una collezione metonimica. Ho voluto raccontare la storia di Hermès, il suo rapporto con il tempo e con i materiali, prima di trasformarli in ornamento attraverso l'immaginazione. È una navigazione tra l'astratto e il narrativo, dove l'ordinario diventa straordinario. Non ho voluto scegliere un unico soggetto immaginario: tutti convivono, perché portano con sé una stessa voce di libertà. Il cavallo resta uno degli animali mitici, tra quelli che fanno sognare di più, ma non viene quasi mai rappresentato. Il suo simbolo vive in ogni pezzo, talvolta fino alla metafora».
