Rajola, Cento Anni di Coraggio e Trasformazione
Da una piccola boutique aperta nel 1926 alle Fiji alla realtà internazionale di oggi, la storia di Rajola è quella di un’impresa che ha saputo cambiare senza perdere la propria identità
Venerdì, 24 Luglio 2026, by In Partnership with Rajola
Di un gioiello firmato Rajola possiamo facilmente ammirare la bellezza, percepire la qualità, riconoscere la cura dei dettagli. Più difficile è immaginare ciò che lo precede: le intuizioni, le sfide, i cambiamenti storici e le scelte coraggiose che hanno permesso a un’impresa familiare di attraversare un secolo. Cento anni non sono cosa semplice da raccontare e custodiscono una visione originaria quasi impossibile da comprendere con la mentalità odierna.

Nel 1926, quando Giuseppe Rajola senior aprì il suo atelier sulla Main Street di Suva, capitale delle Isole Fiji, viaggiare significava affrontare settimane o mesi verso terre lontane e sconosciute. La sua scelta si rivelò visionaria: individuare nelle Fiji, tappa delle grandi rotte dei piroscafi inglesi e americani e delle crociere frequentate dall’élite mondiale, il luogo ideale per proporre gioielli in corallo e cammei, prodotti dalle sue mani. Nello stesso anno, Giuseppe Rajola ottenne la medaglia d’oro all’Esposizione Universale di Dunedin, in Nuova Zelanda. Il riconoscimento ottenuto contribuì al suo rapido successo. Ma il destino segue strade imprevedibili: una terribile notizia lo persuase a tornare in Italia. Una scelta dettata dalle circostanze che ha cambiato il corso della storia. Pochi anni dopo, infatti, la crisi economica mondiale del 1929 e il crollo di Wall Street interrompono le grandi crociere internazionali, modificando gli equilibri del commercio. Se Giuseppe e la moglie Maria fossero rimasti alle Fiji, forse oggi non esisterebbe la Rajola che conosciamo. Invece, Vincenzo Rajola senior, figlio di Giuseppe e Marianna, nel dopoguerra dà nuova energia all’attività di famiglia. Sono anni in cui la moda riscopre il valore dei materiali naturali e il gioiello entra sempre più in dialogo con l’abbigliamento. Rajola interpreta questo cambiamento creando gioielli e accessori che attirano l’attenzione di importanti protagonisti della moda italiana, tra cui l’atelier delle Sorelle Fontana, per cui realizza raffinati bottoni-gioiello e spille destinate ai celebri tailleur.

Nel periodo del boom economico arriva il momento della terza generazione. I figli di Vincenzo – Giuseppe, Roberto e Riccardo – entrano in azienda con una visione più strutturata. Il laboratorio cresce, la produzione si amplia, nascono nuove collezioni in corallo e cammei e si consolidano le collaborazioni con importanti aziende orafe italiane. Rajola inizia anche a guardare oltre i confini originari, aprendo una filiale a Milano per essere più vicina ai mercati del Nord Italia. Alla fine degli anni Settanta arriva una nuova fase. Giuseppe Rajola, insieme alla moglie Grazia, prende la guida dell’azienda e affronta una sfida cruciale: un mercato sempre più competitivo e la crescente pressione dei produttori internazionali richiedono un cambiamento profondo. È il momento di investire nel design, rinnovare le collezioni, introdurre una ricerca più attenta delle forme e dei materiali, alzando ulteriormente gli standard qualitativi. Un passaggio decisivo che permette all’azienda di affermarsi con maggiore forza. Oggi il suo percorso continua con la quarta generazione. Vincenzo e Mariella, figli di Giuseppe e Grazia, Mariella, gemmologa GIA, guida il Centro Studi e Design, cuore creativo dedicato alla ricerca e allo sviluppo delle collezioni; Vincenzo è alla guida gestionale dell’azienda come amministratore della società. Sotto la loro direzione, Rajola ha rafforzato la propria presenza internazionale, tornando idealmente a quell’ambizione che, cento anni prima, aveva spinto il loro bisnonno Giuseppe a guardare oltre i confini conosciuti. Possedere, oggi, un gioiello Rajola significa, dunque, riconoscere una visione che nasce dal coraggio di sperimentare, e dal talento di intuire le evoluzioni del gusto prima degli altri.