Dalla Central St. Martins alla SCAD, la Formazione è Rigenerativa
Lo chiamano il "lusso colto", una evoluzione del gioiello contemporaneo che, da status symbol passa al livello di statement intellettuale. Ma come e chi forma i futuri creatori di questo nuovo concetto creativo?
Lunedì, 12 Ottobre 2026, by Federica Frosini
In un ecosistema culturale in cui la gioielleria diventa oggetto intellettuale, etico e narrativo, la vera rarità si coltiva attraverso l'educazione creativa, con programmi didattici e attivazione di partnership il cui compito è quello di "traghettare" lo studente oltre il perimetro accademico. La vera sfida oggi è proprio quella quindi di far evolvere i modelli di insegnamento più diffusi e cercare all'esterno della scuola, i nuovi alleati per le future generazioni di creativi. Fa da apripista l'ormai noto progetto Maison/0 che la Central Saint Martins di Londra ha attivato nel 2017 con il gruppo LVMH, un incubatore che invita gli studenti a ridefinire il concetto di prezioso. Ed è qui che il "lusso colto" trova la sua essenza, applicando l'intelligenza rigenerativa a ciò che la società considera scarto. Un esempio, la studentessa araba Madhawi Alzuabi che esplora i concetti di valore e preziosità attraverso la trasformazione dei noccioli di datteri, un materiale intrinsecamente legato all'identità culturale ed economica dell'Arabia Saudita, eppure sistematicamente scartato: «La mia pratica è guidata dal materiale: il processo di creazione diventa così una forma di indagine. Esploro i concetti di valore e preziosità nel gioiello contemporaneo attraverso la trasformazione dei noccioli di dattero», afferma l'artista. «Analizzo come si definisce il valore e cosa, invece, resti invisibile o trascurato. Attraverso tecniche di intaglio, fusione e trattamenti cromatici a temperatura controllata, unisco i noccioli provenienti dalla piantagione di mio padre a una bio-resina, per metterne alla prova il potenziale strutturale ed estetico. Grazie alla sperimentazione, il materiale rivela qualità inaspettate, trasformandosi da semplice scarto in una risorsa rivalutata e reinterpretata per il gioiello contemporaneo», conclude. Aggiunge Sally Collins, Course Leader, BA Jewellery Design, Central Saint Martins, University of the Arts London: «I gioielli sono da sempre un potente mezzo per esprimere idee, valori e identità e gli studenti diplomatisi quest'anno hanno saputo interpretare questo aspetto in modo originale e ricco di significato, con lavori che riflettono le tematiche che stanno loro a cuore, spaziando dalla sostenibilità e dal cambiamento sociale fino alle storie personali e alle diverse prospettive culturali. I ragazzi hanno messo in discussione le concezioni tradizionali sui materiali con cui si possono realizzare i gioielli e sulle storie che questi possono raccontare, ed è così che abbiamo gioielli con calcare di recupero, noccioli di dattero scartati e vetri rotti. La bellezza e il valore è stata scoperta in "luoghi" inaspettati». E se a Londra il "lusso colto" passa dalla rigenerazione di materiali di scarto, in Georgia, Usa, a Savannah, la recente apertura della boutique Bazaar by ShopSCAD - il Savannah College of Art and Design - ha catturato l'attenzione anche dei media più blasonati come BoF. Ciò che fa notizia è l'aspetto innovativo di questo modello retail, un concept store che offre un'ampia selezione di capi, accessori e gioielli realizzati proprio dagli studenti dello SCAD. Obiettivo, mostrare agli studenti in prima persona l'intero ecosistema della vendita al dettaglio, non solo progettando un prodotto, ma anche commercializzandolo, vendendolo e comprendendo cosa chiedono i clienti. «La boutique fuori dal campus funziona come una sorta di emporio per la scuola di moda», dichiara la direttrice e manager di Bazaar Ash Williams a Fashionista. «Gli studenti - aggiunge - imparano il design, il branding e il comportamento dei consumatori durante le lezioni in aula, mentre in boutique, qui da Bazaar, si offre loro un ambiente reale in cui mettere in pratica queste nozioni. Il feedback che un cliente ti fornisce dopo aver acquistato il tuo prodotto, non potrà arrivarti da nessun volume», conclude. Le fa eco Dirk Standen, dean della SCAD School of Fashion, che a Bof ha dichiarato: «Con Bazaar by shopSCAD, portiamo nuova energia e nuove voci nel settore del design retail. Un laboratorio creativo in continua evoluzione, con un punto di vista audace e giocoso. Per i nostri studenti, è un'opportunità preziosa per acquisire esperienza diretta nella vendita delle proprie creazioni in un contesto reale; per i consumatori, è la possibilità di scoprire la prossima generazione di talenti del design e di accedere a creazioni che, in molti casi, non si trovano da nessun'altra parte». È d'accordo Paige Kessler Swope, studentessa della SCAD, che ci spiega: «Far parte del Bazaar è stata un'opportunità meravigliosa che mi ha spinta a uscire dalla comfort zone. Poiché mi dedico a gioielli e accessori moda, è un privilegio vedere qui le mie creazioni accanto a capi d'abbigliamento. Sapere che gli altri pezzi presenti sono stati realizzati da colleghi, docenti ed ex studenti rende l'esperienza ancora più gratificante, dandomi modo di ammirare l'incredibile maestria artigianale e il design della comunità della SCAD». Università, maison e nuovi modelli di partnership stanno ridefinendo il ruolo della formazione, trasformandola nel primo laboratorio del lusso contemporaneo, perché il "lusso colto", prima ancora di essere un prodotto, deve essere una forma di conoscenza.
