La Rinascita dell'Argento
Con l'impennata dei prezzi dell'oro e la tendenza a preferire oggetti scultorei, la crescente richiesta dell’argento sta aprendo nuove possibilità creative per i designer
Lunedì, 09 Febbraio 2026, by By Sonia Esther Soltani
Quando la casa d'aste Bonhams Cornette de Saint Cyr ha organizzato la vendita “Hermès: Treasure Trove of Gold and Silver” nell’ottobre 2025, i risultati hanno superato le aspettative in tutte le categorie di prodotto, ma soprattutto nell’argento. L’asta, interamente dedicata ai gioielli Hermès dal 1960 al 2020, presentava due bracciali Hermès Paris Alea PM in sterling silver, che hanno superato di gran lunga le stimeiniziali: uno, valutato €900-1.100, è stato aggiudicato a €17.920; l’altro, stimato 1.000-1.200 euro, ha raggiunto i 12.160 euro. Il prestigio della maison Hermès ha certamente alimentato l’entusiasmo, ma la vendita si inserisce anche in un più ampio boom della domanda di pezzi scultorei in argento. Il prezzo accessibile dell'argento -che a fine gennaio ha toccato unpicco storico di 121,68 dollari per oncia troy (oz t) - si sposacon un rinnovato interesse per il design e una crescente fiducia dei consumatori, dando vita a un momento particolarmente dinamico.Secondo una ricerca del Silver Institute statunitense, pubblicato nel marzo 2025, il 63% dei retailer ha registrato un forte aumento delle vendite di gioielli in argento,grazie soprattutto a clientidi età tra i 20 e i 50 anni. L'auto acquisto da parte delle donne ha rappresentato il 41% delle vendite, in linea con l’indagine condotta da McKinsey nel settembre 2025sul consumo di gioielli, secondo la quale il 42% delle donne acquista più gioielli per sé rispetto a due o tre anni fa, target destinato a rappresentare il 75% della spesa discrezionale globale entro il 2028, con l’argento posizionato nella fascia 100-500 dollari che lo colloca in una zona di forte potenziale a lungo termine.Il mercato del second-hand conferma lo stesso slancio. Nel Resale Report 2025 di The RealReal, i prezzi dei gioielli in argento sono aumentati del 18% su base annua, con i pezzi di Chrome Hearts in crescita dell’82% nel prezzo medio di vendita e Tiffany & Co. in forte rialzo nei suoi cult pieeces come i Bone cuffs e i ciondoli Bean di Elsa Peretti.L’esperta di marketing del gioiello e voce editoriale parigina Sylvie Arkoun osserva che il ritorno dell’argento era inevitabile. «Negli ultimi 20 anni, l’oro giallo -e a volte il rosa - era ovunque. I metalli bianchi erano spariti: percepiti come economici, etnici, antiquati o semplicemente freddi», afferma. Cita collaborazioni come la collezione Babylone di Christofle x Aurélie Bidermann e il rinnovato protagonismo degli accostamenti argento-oro in Buccellati e Tiffany. Tra i designer che hanno recuperato l'argento rendendolo di nuovo desiderabile, segnala Sophie Buhai, Charlotte Chesnais, Helle Damkjaer, Kloto Design, Kinraden, Rosa Maria, Tom Wood, Stéphanie Cachard, Apriati, Statement, Lilian Von Trapp e Juju Vera.La brand strategist e curatrice Natasha Kietene approfondisce questo richiamo creativo dell’argento: «Credo che l’argento sia sempre stato una sorta di ‘laboratorio delle idee’, un metallocon il quale i designer si sentono liberi di sperimentare. Vedo continuamente creativi diventare molto più audaci quando lavorano con questo metallo». Indica le composizioni architettoniche di Ute Decker, nata in Germania e con base a Londra, e l’italiana Reveli, nota per i suoi design consistenti e materici in una fascia di prezzo accessibile.Ben prima dell’attuale "silver fever", alcuni marchi avevano già sceltol’argento peer definire il proprio DNA. Darren Hildrow, fondatore e direttore del marketplace di gioielli NouvelleBox, osserva come molte maison stiano ora salendo sul carro dell’argento. «Quelle più solide avevano già l’argento nel proprio linguaggio estetico e per loro il percorso è naturale», nota.Spinelli Kilcollin, con sede a Los Angeles, lavora con l’argento dal 2010, combinandolo con oro e pietre preziose per esaltarne texture, patina e valore. Amélie Huynh, fondatrice di Statement a Parigi, è partita dall’argento per le sue qualità spirituali ed espressive, aggiungendo poi l’oro per motivi tecnici, pur mantenendo l’argento al centro del brand. A Londra, Annoushka ha lanciato nell’autunno 2025 la sua prima collezione in argento, Knuckle. Per la direttrice creativa Annoushka Ducas - che vent’anni fa aveva venduto il suo marchio semi-fine, Links of London - il ritorno all’argento rappresenta un vero “cerchio che si chiude”. «Usare l’argento ci ha permesso di giocare con le proporzioni di alcune catene, creando versioni XL più giovani e audaci», racconta.Altri designer, come Elizabeth Hooper a Dallas, Texas, lavorano con naturalezza tra argento, vermeil e oro, una strategia che risuona fortemente con il consumatore contemporaneo. Rosanna Fiedler, fondatrice di Wyld Box, ha lanciato il proprio marchio nel 2024, combinando oro 18 carati con argento massiccio e trattando il metallo, afferma, «con la stessa reverenza riservata all’oro, non come un ripiego».I cambiamenti nella produzione riflettono l’evoluzione della domanda. Come nota Laura Kay, direttrice creativa di Tomfoolery London, pezzi classici tradizionalmente realizzati in oro vengono sempre più spesso prodotti in argento o con una spessa placcatura in oro. «La placcatura ora è più consistente e spesso viene fatta con oro 14 carati, invece che 18 che può risultare troppo aranciato. Mantiene il fascino prezioso e senza tempo, ma con un prezzo decisamente più accessibile», spiega. Anche la recente collaborazione di Roseate con la leggendaria designer Angela Cummings conferma la forza creativa dell’argento, riportando in auge le collezioni Stars, Wave e Seahorse in audaci silhouette in argento sterling.Con un prezzo accessibile che favorisce la creazione di gioielli espressivi, di grandi dimensioni e designer sempre più inclini alla sperimentazione, l'ascesa dell'argento sterling è destinata a continuare, soprattutto perché i consumatori sono sempre più alla ricerca di un equilibrio tra costo e stile.


