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Van Cleef & Arpels Rivisita l’Egitto

Con Fascinating Egypt, la maison francese si ispira alla cultura dell'antica terra del Nilo. Centottanta pezzi  raccontano di miti, leggende e faraoni che hanno fatto la storia

Giovedì, 08 Ottobre 2026, by Lorenza Scalisi


  • Silhouette divine clip and pendant, in white and yellow gold, coral, turquoise, malachite, white mother-of-pearl, onyx, diamonds. Silhouette précieuse clip and pendant, in white and yellow gold, coral, lapis lazuli, diamonds

    Silhouette divine clip and pendant, in white and yellow gold, coral, turquoise, malachite, white mother-of-pearl, onyx, diamonds. Silhouette précieuse clip and pendant, in white and yellow gold, coral, lapis lazuli, diamonds

Cosa non è stato ancora detto sulla civiltà degli antichi Egizi? Probabilmente nulla. Neanche in fatto di preziosi, poiché in una cultura che amava il decoro estetico fino all'eccesso e che abbondava nell'uso dell'oro e delle pietre dure sia in vita che nella rappresentazione dell'aldilà, in oltre tremila anni di storia non sono mancati nemmeno esempi di monili ispirati al loro stile, unico e riconoscibilissimo. Pertanto, non stupisce che una maison come Van Cleef & Arpels abbia creato un'intera collezione di ben 180 pezzi, che va a riprendere linee, soggetti decorativi e tecniche messe a punto millenni fa dai maestri orafi della fertile terra del Nilo. Fascinating Egypt, non di meno, è un viaggio che sembra attingere anche ai primi albori del marchio, fondato nel 1906, in un periodo pervaso dall'entusiasmo per le molte scoperte archeologiche nelle sabbie del deserto egizio, che nel 1922 culminarono nello straordinario ritrovamento della Tomba di Tutankhamun nella Valle dei Re a opera dell'archeologo britannico Howard Carter. Anni in cui l'Egittomania intaccò ogni ambito creativo, contaminando persino l'imperante Art Deco, leit motif che VCA riprese allora e poi più volte nel Novecento, proponendo bracciali a polsino, lunghi sautoir e spille, e che oggi rivisita ancora, mixando i contrasti cromatici e le simmetrie tipiche dello stile degli Anni Ruggenti all'iconografia classica di miti e leggende esotiche. Scarabei, serpenti, grifoni, profili di danzatrici, re e regine, geometrie e geroglifici, divinità dalle sembianze umane o bestiali: sono tutti soggetti attinti dagli affreschi di tombe e palazzi traboccanti di tesori che tornano ora protagonisti di capolavori orafi da indossare. Si vedano gli orecchini trasformabili Equilibre Sacré, con meravigliosi smeraldi dello Zambia da più di 5 carati, l'Anello Fleur du Nil Mysterieuse, con un diamante taglio goccia di oltre 11 carati, o ancora la spilla Vénus égyptienne, un semicerchio di turchese e lapislazzuli sormontato da un decoro di chiara ispirazione Deco tempestato di diamanti. E ancora, l'inconfondibile silhouette di Cleopatra e di un faraone, fiori di loto scolpiti in amgnifici rubini, anelli dai nomi misteriosi, come Origine del Sole, Origine Floreale, Origine dell'Acqua... Centottanta pezzi che potrebbero competere per bellezza e pregio con il tesoro di leggendari faraoni.


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