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Rajola: Il DNA Poliedrico di un Brand in Continuo Divenire

Da Torre del Greco ai mercati internazionali: Vincenzo Rajola, oggi alla guida dell'azienda di famiglia assieme alla sorella Mariella, ripercorre il percorso di evoluzione che ha portato il brand ai suoi primi 100 anni

Venerdì, 24 Luglio 2026, by In Partnership with Rajola


  • Vincenzo Rajola

    Vincenzo Rajola

Come descriverebbe Rajola a un consumatore internazionale che ancora non conosce il marchio? 

La descriverei come un’azienda che parla molte lingue. Perché da sempre interpreta culture, sensibilità e stili differenti. Siamo un punto di riferimento per la capacità di declinare una grande varietà di gemme e pietre in diversi stili. Il nostro obiettivo è vestire tutte le donne. Negli anni abbiamo costruito un dialogo continuo con il mercato, anticipando spesso tendenze e cambiamenti del gusto: già in passato figure iconiche del mondo della moda e della gioielleria, sceglievano gli accessori Rajola, riconoscendone la forza creativa. Oggi, questa vocazione si traduce in una presenza internazionale con identità diverse a seconda dei mercati: per la Cina proponiamo collezioni minimali; in Europa e nei Paesi latini assecondiamo un gusto più caldo ed estroso; per gli Stati Uniti e nel Nord Europa disegniamo linee essenziali e contemporanee. La nostra forza risiede nella capacità di cambiare senza perdere identità.

Rajola ha raggiunto i cento anni di attività. Quali sono i valori che hanno permesso all'azienda di attraversare quattro generazioni mantenendo questa forte identità? 

Il primo documento che testimonia la nascita di Rajola risale al 1926, quando il mio bisnonno ha dato origine a questa storia. Abbiamo sempre considerato quella data come il nostro punto di partenza e il 2026 rappresenta ufficialmente il nostro centenario. In quattro generazioni è rimasta immutata la volontà di creare gioielli che raccontino storie personali. Per questo, proponiamo gioielli dalle molte anime, che accompagnino le donne in diversi contesti: dalla cerimonia alla quotidianità. Un valore fondamentale è il legame con la natura: lavoriamo principalmente con pietre naturali, consapevoli che ogni gemma è unica per caratteristiche, colore e taglio. L’unicità rappresenta una sfida produttiva, ma anche la vera bellezza del nostro lavoro. Dopo cento anni, ciò che continua a guidarci è proprio la ricerca dell’emozione e dell’esclusività: creare gioielli destinati a durare nel tempo che creino un legame personale con chi li indossa.

La vostra storia nasce nel distretto del corallo di Torre del Greco. In che modo questo legame continua a influenzare il vostro approccio creativo e produttivo? 

Le radici sono a Torre del Greco: qui abbiamo la sede e la fabbrica. Un forte senso di appartenenza rappresentato anche dalla torre, che è diventata il nostro logo, impresso su tutti i gioielli. Allo stesso tempo, abbiamo sempre avuto uno sguardo internazionale. La nostra identità nasce quindi dall’equilibrio tra radici e apertura al mondo: siamo artigiani, ma interpretiamo il nostro lavoro con una visione imprenditoriale moderna, investendo nell’efficienza dei processi, nella qualità e nella capacità di rispondere rapidamente alle esigenze dei mercati. L’evoluzione dal corallo e dai cammei alle pietre naturali nasce in realtà già dalle origini. Il documento del 1926 racconta di un’azienda che oltre il corallo, lavorava anche materiali come tartaruga, perle, conchiglie e avorio, con una vocazione internazionale già presente allora. Negli anni, la ricerca si è ampliata verso pietre come lapislazzuli, ambra, malachite e turchese, fino ad arrivare all’universo delle gemme preziose. Con me e, in particolare, grazie alla formazione gemmologica di mia sorella Mariella al GIA, questa evoluzione ha portato Rajola a esplorare tutte le possibilità offerte dal mondo delle pietre. La nostra storia è quindi un percorso di trasformazione continua, senza mai perdere il legame con le origini.

La vostra azienda ha scelto di non sviluppare un e-commerce diretto. Quali considerazioni strategiche hanno guidato questa decisione e quale ruolo attribuite alle gioiellerie partner? 

Per comprendere la nostra strategia retail bisogna partire dalla nostra filosofia di posizionamento. Il tipo di gioiello che proponiamo è legato a una storia, alla materia, all’artigianalità e all’emozione. Per questo riteniamo che il gioielliere continui ad avere un ruolo fondamentale: è la figura che può trasmettere al cliente il valore di un prodotto naturale, l’unicità delle nostre creazioni e tutto ciò che ruota intorno alla loro storia. La scelta di non sviluppare un e-commerce diretto è quindi strategica: crediamo nella forza della comunicazione digitale, via e investiamo molto nei canali social, e vi investiamo tanto, entrando così ogni giorno in relazione con il pubblico senza però interrompere quel rapporto fiduciario che da sempre lega il cliente al gioielliere. Il nostro modello prevede che, quando un cliente ci incontra online e desidera conoscere o acquistare un nostro gioiello, noi lo accompagniindirizziamo verso una gioielleria partner. Mettiamo a disposizione del gioielliere tutti gli strumenti necessari, perché possa diventare il punto di incontro finale tra il brand e il consumatore. 

Come definireste quindi la vostra strategia commerciale, considerando che non si basa su un e-commerce diretto?

La definirei una strategia fondata sull’integrazione tra tecnologia, relazione e distribuzione qualificata. La scelta di non vendere direttamente online nasce da una precisa volontà strategica. Siamo un’azienda tecnologicamente avanzata: abbiamo piattaforme digitali, un sito web e un’applicazione utilizzata dai nostri agenti e dai nostri clienti per gestire gli ordini. I processi produttivi e organizzativi sono già strutturati secondo una logica 4.0. Il digitale per noi serve solo a potenziare e stimolare il rapporto umano. La tecnologia ci permette di essere più efficienti e vicini ai nostri interlocutori, mentre il gioielliere rimane fondamentale per raccontare il valore del prodotto, accompagnare il cliente nella scelta e trasformare l’acquisto in un’esperienza.

In un mercato sempre più orientato alla trasparenza, quali sono le principali sfide nella comunicazione del valore delle gemme e dei materiali naturali? 

La trasparenza parte dall’origine del prodotto, dalla selezione dei materiali e dalla scelta dei fornitori. Gestire un’offerta composta da oltre 70-80 tipologie di pietre richiede grande attenzione e un processo di approvvigionamento accurato. Per noi è fondamentale fornire ai clienti gli strumenti necessari a comprendere il valore di ciò che acquistano. Tutti i gioielli sono accompagnati da un certificato di garanzia e da un libretto informativo che racconta le caratteristiche delle pietre utilizzate. Un cliente informato è un cliente più consapevole, in grado di riconoscere il lavoro, la ricerca e l’impegno che si trovano dietro una creazione.

Guardando al futuro, quali obiettivi vi siete posti?

Continuare un percorso di crescita strutturato e sostenibile. Dieci anni fa abbiamo aperto una filiale negli Stati Uniti, un passo importante che ci ha permesso di consolidare la nostra presenza internazionale. Il mio bisnonno probabilmente non immaginava che l’azienda sarebbe arrivata a celebrare cento anni di storia. Mio padre, quando ne ha preso le redini, ha saputo trasformarla e accompagnarla verso una nuova fase di sviluppo. Oggi, il mio auspicio è continuare questo percorso insieme alle persone che fanno parte dell’azienda, valorizzando i collaboratori che condividono i nostri principi e coinvolgendo nuove energie che possano farli propri. Sono profondamente ottimista sul futuro di Rajola. La sfida è continuare a interpretare i desideri delle donne, che continueranno a cercare nel gioiello un elemento di espressione, emozione e identità. 


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