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Daniel Nyfeler: La Tecnologia al Servizio delle Pietre di Colore

Le gemme di colore sono in una fase di forte attenzione da parte di collezionisti, investitori e consumatori, grazie a una narrazione più ricca e a una crescente richiesta di unicità e provenienza certificata. Lo spiega il Managing Director di Gübelin Gem

Giovedì, 09 Luglio 2026, by Federica Frosini


  • Daniel Nyfeler

    Daniel Nyfeler

La crescita delle pietre di colore è strutturale e destinata a consolidarsi o stiamo assistendo a una “moda ciclica”? C'è il rischio di una possibile bolla?

Perché si possa parlare di bolla speculativa, dovrebbero verificarsi due condizioni: da una parte una crescita eccessivamente rapida della domanda, dall'altra una capacità produttiva in grado di aumentare rapidamente l’offerta. Nel caso delle gemme di colore, la prima condizione potrebbe in parte essere presente, considerando un interesse crescente verso queste pietre. La seconda, però, non si verifica. A differenza del settore dei diamanti, dominato da pochi grandi operatori con miniere industriali capaci di produrre enormi quantità di pietre, il mondo del colore è caratterizzato da una produzione frammentata e limitata. Esistono alcune realtà minerarie importanti - come Gemfields, Fura Gems, Belmont in Brasile per gli smeraldi, Grizzly in Zambia - ma il numero di miniere su larga scala resta ridotto. La disponibilità di materiale di alta qualità è quindi strutturalmente molto limitata. Questa sotto-offerta cronica di pietre pregiate è uno dei motivi principali per cui i prezzi delle gemme di qualità elevata tendono a mantenere un andamento stabile e positivo nel lungo periodo.

Quali sono oggi le principali criticità nella valutazione e classificazione in termini di trattamenti, origine, standardizzazione dei parametri qualitativi e quanto incidono sulla trasparenza e sulla fiducia del mercato? 

Una delle ragioni dell’interesse crescente verso le gemme di colore risiede anche nel differente approccio rispetto ai diamanti. Quando il consumatore decide di avvicinarsi a una pietra, si rivolge subito al diamante perché è un prodotto relativamente semplice da comprendere e da comunicare, grazie al sistema delle quattro C: Carat, Color, Clarity, Cut. Con queste premesse, è difficile sbagliare nell'acquisto di un diamante. Anche la struttura dei prezzi è relativamente trasparente grazie a strumenti come Rapaport, che rende l’acquisto di un diamanti fluido e chiaro, anche per chi conosce poco del settore. Le pietre di colore, invece, sono molto più complesse perché ciascuna presenta variabili come tipologia, trattamenti, origine geografica, qualità del colore, inclusioni. In alcuni casi, come per rubini, zaffiri, smeraldi o tormaline Paraiba, anche l’origine può influenzare in modo significativo il valore e questa loro complessità rappresenta, da un lato una barriera per i nuovi acquirenti, ma dall’altro costituisce un punto di forza. A differenza dei diamanti, infatti, che hanno costruito tutta la narrazione intorno alla perfezione, le pietre di colore raccontano anche la loro individualità grazie alle inclusioni, per esempio, che non sono difetti, ma elementi distintivi che trasmettono la storia, la formazione e la provenienza. Tutto questo ci spiega perché quando circa 100 anni fa fu rilasciata sul mercato la prima pietra colorata sintetica, l'impatto sull'industria del colore fu molto limitato. 

Quali fattori determineranno la competitività nel mercato delle pietre colorate: l'accesso alle miniere, il controllo della catena di approvvigionamento, il marchio delle gemme, la narrativa del marchio o l'innovazione nel design? Negli ultimi anni, anche per le gemme di colore stanno assumendo sempre maggiore importanza i temi della sostenibilità e della tracciabilità. La rilevanza di questi aspetti varia tuttavia a seconda del segmento di mercato. Per le pietre di altissimo valore – spesso acquistate come investimento e destinate magari a essere conservate in cassaforte – credo che i fattori principali che ne determinano l'acquisto siano la qualità eccezionale del materiale e la provenienza, non tanto aspetti legati ai valori ESG. Si presta più attenzione a elementi che garantiscono la tenuta del valore nel lungo periodo, e non intendo 5 anni, ma 20, 30, 40... Diverso è il caso della gioielleria "bread and butter", venduta in grandi quantità e destinata al consumatore finale. Qui la sostenibilità può rappresentare un elemento di scelta importante, soprattutto per le generazioni più giovani, sempre più attente all’impatto sociale e ambientale dei prodotti che acquistano. Proprio per rispondere a queste esigenze sono nate nuove soluzioni tecnologiche per la tracciabilità delle gemme lungo la filiera. Tra queste, Gübelin, in collaborazione con un’università svizzera, ha sviluppato un sistema che utilizza nanoparticelle invisibili inserite nella pietra grezza direttamente in miniera. Queste particelle funzionano come una sorta di “certificato di nascita” e contengono informazioni sulla provenienza e sul momento dell’estrazione. Un sistema utilizzato soprattutto da aziende di grandi dimensioni, ma anche da realtà più piccole come per esempio Gerhard Hahn in Germania, Accanto a questa tecnologia abbiamo sviluppato anche una piattaforma basata su blockchain, The Provenance Proof, che consente di registrare e tracciare ogni passaggio della pietra lungo la catena del valore, dalla miniera al consumatore finale. La piattaforma conta oggi oltre 40 milioni di gemme registrate e più di 700 aziende partecipanti, diventando una delle comunità digitali più ampie nel settore delle gemme di colore.

Quali gemme stanno registrando la crescita più interessante e quali fattori ne influenzano domanda, disponibilità e prezzi?

Da un punto di vista di valore, è difficile dire quale pietra stia registrando la crescita maggiore, ma per quanto riguarda le tendenze di mercato, le cosiddette “big three” - rubino, zaffiro e smeraldo - continuano a registrare una crescita costante di valore, ormai da decenni, soprattutto quando si tratta di pietre non trattate e di alta qualità. Ma il punto, come dicevo prima, è soprattutto legato all'insufficienza dell'offerta. Accanto a queste, ci sono tuttavia alcune gemme che stanno attirando un’attenzione crescente. La tormalina Paraiba, estremamente rara, ha però una produzione molto limitata ma di alta qualità proveniente dal Brasile e una più stabile dal Mozambico, sempre di qualità ma con volumi bassi. Poi lo spinello rosso, da Myanmar, Tanzania o Vietnam, o quello blu e cobalto da Vietnam e Sri Lanka, molto ricercato.


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