Dive e Gioielli in Scena, la Mostra al Museo del Gioiello di Vicenza
Curata da Paola Venturelli, l’esposizione riunisce gioielli di scena della maison Corbella legati a Maria Callas, Renata Tebaldi e alle grandi voci del Novecento, fino al 30 settembre
Giovedì, 18 Giugno 2026, by VO+ Magazine
Al Museo del Gioiello di Vicenza apre la mostra temporanea “Dive e Gioielli in Scena. Corbella per Renata Tebaldi, Maria Callas e le interpreti della lirica”, visitabile fino al 30 settembre. L’esposizione, curata da Paola Venturelli, riunisce diademi, corone e ornamenti di scena indossati da alcune delle più celebri protagoniste dell’opera del Novecento, affiancati da tessuti preziosi e documenti storici. In mostra una selezione di gioielli provenienti dalla produzione della milanese Corbella, la “Prima Fabbrica di Gioielli ed Armi per il Teatro”, fondata nel 1865 e per oltre un secolo punto di riferimento per i maggiori teatri lirici internazionali.
Tra le artiste raccontate nel percorso figurano Rosetta Pampanini, Margherita Carosio, Margherita Cipolato Nicolai, Maria Caniglia, Giulietta Simionato, Renata Tebaldi e Maria Callas. Realizzati in metallo dorato, filigrana, paste vitree e strass, i gioielli esposti si ispirano sia all’alta gioielleria sia a modelli storici reinterpretati per il palcoscenico. Tra i pezzi più interessanti spiccano una collana policroma in stile egizio appartenuta a Maria Callas, un diadema creato per la Fedora di Umberto Giordano, il copricapo di Leila ne I pescatori di perle, un reggiseno gioiello dall’estetica esotica e alcuni spilloni realizzati per Madama Butterfly.
In occasione del centenario della prima rappresentazione di Turandot alla Scala nel 1926, trova spazio anche la celebre corona en tremblant indossata dal soprano Rosa Raisi, diventata nel tempo uno dei simboli visivi dell’opera pucciniana. «Il gioiello di scena non è un semplice ornamento, ma un elemento narrativo capace di amplificare la presenza scenica dell’artista e contribuire alla costruzione del personaggio», osserva la curatrice Paola Venturelli, evidenziando il ruolo di questi manufatti nel dialogo con luce, movimento e costume.
Dalla sua fondazione fino alla chiusura nel 2013, Corbella è stata fornitore ufficiale del Teatro alla Scala e ha collaborato con istituzioni come La Fenice di Venezia, il Teatro Costanzi di Roma e il Teatro Colón di Buenos Aires. Molti dei gioielli realizzati dalla maison venivano acquistati direttamente dalle interpreti, che continuavano a indossarli nelle tournée internazionali.
Ad arricchire la mostra anche due documenti provenienti dall’Archivio Storico “Tullio Serafin”: una partitura originale di Turandot e una lettera autografa scritta da Maria Callas nel 1967 al Maestro Serafin.Completano il percorso due tessuti storici Rubelli: il lampasso “Traviata”, realizzato per le Sale Apollinee del Teatro La Fenice, e il damasco rosso creato per i palchi del Teatro alla Scala, testimonianze dell’atmosfera e dell’eleganza dei grandi teatri d’opera.