Vicenzaoro Highlights, Gennaio 2026: Genio e Consapevolezza
Dai fenomeni social di orologi e gioielli "second hand" alle nuove frontiere dell’AI che rivoluzionano il design. Vicenzaoro in prima linea per anticipare i trend a 360 gradi, con VO Vintage e l'Osservatorio di Trendvision Jewellery + Forecasting
Domenica, 18 Gennaio 2026, by Lorenza Scalisi
Il mercato del gioiello e dell’orologeria vintage continua a stupire: nelle ultime settimane, case d’asta internazionali hanno registrato cifre record per pezzi iconici. Tra i più eclatanti, un raro Patek Philippe ref. 2499 venduto per oltre 3 milioni di euro e un collier Art Déco di Van Cleef & Arpels battuto a 1,2 milioni. Segnali che confermano la crescente attrazione per il valore storico e culturale di creazioni senza tempo, in un contesto in cui collezionisti e investitori guardano al vintage come bene rifugio e simbolo di identità. In questo scenario, VO Vintage si conferma punto di riferimento per appassionati e professionisti, anche grazie a un fitto calendario di talk che permette ai visitatori un prezioso confronto diretto con esperti e spokesperson del “second hand”. In particolare, questa edizione, iniziata già con un +25% di espositori, ha ospitato per la prima volta gli Stati Generali del Vintage, momento in cui dealer di fama internazionale come Marco Cesari, Andrea Foffi e Stefano Mazzariol – presenti qui in fiera anche con una selezione di pezzi rari – hanno dialogato con firme del giornalismo di settore quali Michele Mengoli (Watch Insanity), Jacopo Giudici e Bruno Bergamaschi (Watchouse), evidenziando il trend sempre più forte verso segnatempo rari e di nicchia, complici strumenti di divulgazione quali i social, attrattivi per un pubblico giovane, altospendente e attento all’originalità. Altro habitué di questo mondo parallelo di Vicenzaoro è Ugo Pancani, consulente e Freelance Trainer Certificato FHH della Fondation Haute Horlogerie di Ginevra, che in questi giorni ha animato la scena con un interessante insight su case history assolutamente uniche, presentando il suo nuovo libro dal titolo “Storia dell’orologeria italiana. Dal ’300 alla rinascita del Made in Italy”, in cui ha ripercorso il ruolo del nostro Paese nello sviluppo dei segnatempo, intrecciando arte, scienza e artigianato, da Dante a Leonardo fino a Galileo. Il link fra i grandi geni del passato e i nuovi scenari che si stanno sviluppando sia nell’haute horlogerie sia nella gioielleria è di certo l’approccio tecnologico, che ieri come oggi permette di creare nuove soluzioni di design. Ne sono un esempio le oltre 160 realtà espositrici di TGold, l’hub high tech del comparto, dove da qualche stagione gli ultimi mainstream sono stampa 3D, manifattura additiva e AI. Proprio sull’Intelligenza Artificiale si è concentrato il talk dal titolo Coded Couture, firmato Trendvision Jewellery + Forecasting e condotto da Paola De Luca, da cui è emerso come dati biometrici, blockchain e geometrie complesse giochino oggi una parte importante nel plasmare i gioielli e nell’esplorare nuovi confini fino a un lustro fa inimmaginabili. In questo processo di continua evoluzione del making off gioielliero, permane però la consapevolezza di dover strenuamente difendere ciò che le maison, sia che si tratti di una dimensione familiare sia di una multinazionale, hanno di più prezioso, ossia l’heritage.