Vicenzaoro Highlights, Gennaio 2026: La Visione di Elisabetta Cipriani
La gioielleria come spazio di libertà artistica. Durante l’evento Coded Couture – Il gioiello come codice culturale nell’era dell’Intelligenza Artificiale, Elisabetta Cipriani ha raccontato la dimensione più radicale del gioiello contemporaneo
Sabato, 17 Gennaio 2026, by VO+ Magazine
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Elisabetta Cipriani
Presso la sua omonima galleria, fondata a Londra nel 2009, Elisabetta Cipriani, italiana d’origine ma inglese d’adozione, invita artisti contemporanei di fama mondiale a creare progetti di arte indossabile, esteticamente innovativi e socialmente rilevanti. La sua visione pionieristica ha ridefinito i confini tra gioielleria e fine art, catturando l'immaginazione di artisti e collezionisti di tutto il mondo. «I gioielli che propongo raccontano una storia, un’idea, una connessione tra l’artista e il materiale. L’intenzione è di comunicare il valore di creazioni che sono espressione di un’arte visiva, da apprezzare tanto quanto una scultura o un dipinto» spiega. A lei il compito, durante l’evento Coded Couture – Il gioiello come codice culturale nell’era dell’Intelligenza Artificiale, organizzato da Trendvision Jewellery + Forecasting – l’Osservatorio indipendente di IEG, che si è tenuto sabato presso il Teatro Palladio, di raccontare il gioiello come playground della sperimentazione artistica, concettuale e artigianale. «Sono stata molto felice di partecipare all’evento, e di aver potuto raccontare la mia visione del gioiello». Per Elisabetta, la gioielleria è uno spazio di libertà artistica, un luogo dove l'arte diventa intima senza perdere la sua forza. Ha guidato il pubblico alla scoperta di una selezione di opere concettuali e scultoree indossabili, firmate da artisti come Ai Weiwei, Michele Oka Doner, Jannis Kounellis, Joy BC, Giorgio Vigna, Giampaolo Babetto e Sophia Vari. I loro pezzi sono sculture che accolgono il corpo come naturale estensione, portando con sé memoria, tempo e trasformazione. La tecnica diventa ricerca, il materiale diventa gesto e il corpo diventa il punto in cui il significato viene attivato. «Spero che questa presentazione abbia offerto una narrazione intima ma potente su continuità, trasmissione e presenza; una riflessione su ciò che vale la pena preservare, indossare e tramandare di generazione in generazione».