Dopo la Paraíba: Le Pietre Rare Destinate a Crescere di Valore
Oltre il successo della Paraíba: viaggio nelle gemme che stanno conquistando spazio nell’alta gioielleria grazie a rarità, intensità cromatica e crescente attenzione da parte del collezionismo internazionale
Quando nel dicembre 2025 una collana di Tiffany & Co. con tormaline Paraíba e diamanti raggiunse i 4,2 milioni di dollari da Christie’s New York - dieci volte la stima più bassa, fissando un nuovo record - la pietra si è imposta come protagonista indiscussa della vendita. Da qui, una domanda: quali pietre di colore potrebbero seguirne il percorso, passando dalla passione degli intenditori a una domanda globale crescente?

La rarità, da sola, non basta a creare una tendenza. David Nassi, Presidente di 100% Natural Ltd. a New York, sintetizza così la formula: «Se una gemma ha un colore straordinario, è durevole e disponibile in quantità sufficienti, abbiamo gli "ingredienti" chiave per la crescita del valore». E questo sta già accadendo per alcune pietre come lo spinello, a lungo oscurato dal rubino. «Lo spinello è rimasto per generazioni una gemma poco conosciuta. La sua scoperta vicino a Mahenge, in Tanzania, nel 2005 ha cambiato tutto: oggi la sua popolarità sta letteralmente esplodendo», osserva Alexander Eblen, senior specialist di Christie’s. Durante l’asta Magnificent Jewels del dicembre 2024, una coppia di spinelli Mahenge da 44,29 carati montati da Harry Winston ha superato i 50.000 dollari per carato. E gli esemplari oltre i 10 carati, un tempo difficili ma non impossibili da reperire, hanno visto aumenti dal 50 al 100 % in soli due anni, complice una disponibilità in calo e una concorrenza crescente tra collezionisti.
Per la gemmologa e designer Doris Hangartner, da sempre sostenitrice dello spinello, il fascino di questa pietra è tanto tecnico quanto emotivo. Ne celebra la trasparenza, la brillantezza e soprattutto la ricchezza cromatica: dal rosso puro del Man Sin nella valle di Mogok, ai rosa neon di Namya, alle tonalità gioiose del Vietnam, alla profondità dei colori del Pamir in Tagikistan, fino ai celebri spinelli di Mahenge e alla grande varietà dello Sri Lanka. Un’altra gemma in forte ascesa è lo zaffiro rosa, in particolare gli esemplari eccezionali e non trattati. Secondo Eblen, di recente analisi più sofisticate hanno rivelato come molti zaffiri, un tempo considerati “non trattati”, fossero in realtà sottoposti a un lieve riscaldamento. Questo ha reso gli zaffiri rosa naturali di alta qualità molto più difficili da reperire, proprio mentre la domanda internazionale continua a crescere. A giugno 2025, per esempio, uno zaffiro rosa cushion-cut da 8,06 carati montato da Cartier ha superato i 120.000 dollari per carato. Anche l’alta gioielleria sta rafforzando questa tendenza. «Nella nostra ultima collezione, Legacy of Colour, presentiamo il più fine Padparadscha che abbiamo mai posseduto incastonato nell’anello Radiant Lotus,» racconta Jeremy Morris, CEO e direttore creativo di David Morris a Londra. «Con il suo straordinario colore rosa-arancio vivido, la purezza eccezionale e l’assenza di inclusioni, rappresenta una delle pietre più rare che possediamo».

A Tucson, Carlos A. Torres - curatore privato e consulente strategico nel mondo delle gemme - ha percepito anche un crescente interesse verso alcune varietà di granato come il mandarin e la tsavorite, che stanno vivendo una nuova stagione grazie all'alta qualità e alle dimensioni importanti. Ma torniamo alla tormalina, che non si limita alla Paraíba. All’asta New York Jewels di Phillips del dicembre 2025, un anello con tormalina rosa da 58,73 carati e diamanti firmato Graff è stato aggiudicato per 77.400 dollari dopo una vivace competizione, segnale, secondo Dianne Batista, Head of Jewels di Phillips, che i collezionisti stanno iniziando a guardare oltre le “tre grandi” (rubino, zaffiro e smeraldo).

La designer newyorkese Mindi Mond, nota per la predilezione verso le pietre di grande calibro, oggi è attratta dall’indicolite, ma anche dall’opale nero australiano, che sta beneficiando di un rinnovato entusiasmo. «Introdurre gli opali nelle proprie creazioni ha generato un entusiasmo inatteso tra i retailer. È una di quelle pietre in cui è la natura a dettare le regole: ogni opale ha il suo gioco di colori e la sua personalità. La montatura deve solo valorizzarli», spiega Mond. Nel Regno Unito, Dan Voaden - fondatore del brand Opal Wild - ha costruito la propria linea su questa unicità, tanto che il suo lavoro gli è valso il premio Collection of the Year agli ultimi National Association of Jewellers Awards. In sintesi, i collezionisti sono pronti a guardare oltre i canoni tradizionali, purché una gemma offra tre elementi essenziali: rarità, slancio creativo e un colore abbastanza magnetico da imporsi da solo.