IEG e i suoi Marketplace del Gioiello

Oroarezzo, Vicenzaoro e TGOLD. Ecco come IEG costruisce un sistema che unisce industria, innovazione e geopolitica


Le manifestazioni del calendario di Italian Exhibition Group dedicate alla gioielleria stanno assumendo un ruolo sempre più strategico nel creare un link diretto fra la manifattura italiana e i grandi brand del lusso. A guidarci attraverso l'evoluzione di quelle che sono diventate delle vere e proprie piattaforme di networking è Matteo Farsura, Global Exhibition Manager Jewellery & Fashion di IEG: «Vicenzaoro e tutte le sue "gemmazioni" non sono più da tempo soltanto spazi espositivi, ma marketplace in grado di generare opportunità reali di business matching riconosciuti ormai a livello globale, soprattutto in un momento di forte incertezza dello scenario geopolitico. Il loro valore risiede nella qualità delle aziende coinvolte, nella loro capacità di creare dialogo con le maison e di rispondere con rapidità alle richieste del mercato. È grazie a questa struttura ben congeniata che anche le piccole e medie imprese dei distretti orafi riescono a mostrarsi ai player globali e a posizionarsi lungo catene del valore sempre più complesse». 
Di questo sistema virtuoso è un esempio lampante Oroarezzo, che conferma la sua vocazione di hub delle manifatture di eccellenza e del white label, ambito sempre più strategico per i marchi del lusso. «Con un'edizione 2026 con 350 espositori tra oreficeria, gioielleria unbranded, componenti, tecnologia e cash&carry, la manifestazione si presenta come un osservatorio privilegiato su un segmento che sta evolvendo rapidamente, soprattutto grazie al crescente interesse dei brand moda verso il cosiddetto “precious fashion”. Un concetto che vale la pena chiarire: non si tratta di semplici bijoux, ma di prodotti altamente qualitativi, realizzati con materiali preziosi e pensati per essere venduti nelle boutique dei grandi marchi. Oroarezzo 2026 segna anche il debutto del primo congresso internazionale dedicato ai mercati globali, alle relazioni geopolitiche e agli strumenti per la crescita. Un segnale della volontà di IEG di accompagnare le imprese non solo nell’incontro commerciale, ma anche nella comprensione degli scenari in cui si muovono». Il focus del convegno sarà sulle catene del valore, sul ruolo dei dazi e sulle opportunità aperte dagli accordi di libero scambio, temi che oggi determinano la competitività delle aziende e la capacità dei distretti italiani di proiettarsi sui mercati più dinamici. Sotto i riflettori, l'accordo tra Unione europea e area Mercosur, l’analisi delle prospettive offerte dall’India dopo l’eliminazione progressiva dei dazi doganali, i centri nevralgici del lusso tra Francia e Svizzera, la riorganizzazione delle filiere tra Stati Uniti e Canada, e l’Africa, mercato emergente con un potenziale di progressione importante per il Made in Italy.
«Il primo convegno di Oroarezzo prosegue il percorso fortemente voluto da IEG di offrire alle imprese strumenti concreti per orientarsi in un contesto in rapido mutamento», prosegue Farsura, che allarga lo sguardo al contesto generale del settore. «In un contesto volatile segnato dall’aumento del costo delle materie prime, dall’instabilità dello scenario geopolitico che coinvolge i mercati più consolidati e dalla fragilità dei consumi, il gioiello ha dimostrato una stabilità maggiore rispetto ad altri segmenti del fashion. A guidare questa resilienza è la manifattura, elemento imprescindibile per i gruppi del lusso che oggi cercano partner in grado di garantire qualità costante, affidabilità e sostenibilità lungo tutto il processo. La manifattura orafa italiana, con le sue competenze diffuse e la sua tradizione artigianale, continua a rappresentare un riferimento riconosciuto a livello globale. Per questo, le aziende dei distretti sono al centro delle nostre manifestazioni e del nostro racconto, perché sono loro a dare forma al valore del Made in Italy». Dunque, la manifattura al centro, insieme alla tecnologia, che sarà un altro pilastro a guidare le prossime evoluzioni della jewelry agenda di IEG. Nel settembre 2025, l’esordio del biennale The Vicenza Symposium è stato prodromo importante di una vera e propria tech agenda destinata a ulteriore sviluppo. «Da settembre 2026 inauguriamo una nuova stagione: TGOLD sarà pienamente integrata all’interno di Vicenzaoro con due edizioni annuali (che seguiranno il calendario del salone orafo a gennaio e settembre). Inoltre, grazie all’ampliamento del quartiere fieristico vicentino realizzato da IEG e prossimo alla conclusione, si sposterà nella HALL 4, e finalmente Vicenzaoro e T.Gold saranno un hub senza eguali nel panorama fieristico del settore, dove le aziende potranno confrontarsi sia con la più ampia e qualificata vetrina di innovazione produttiva sia con i protagonisti leader dell’intera filiera. La scelta risponde a una precisa esigenza: offrire alle imprese strumenti capaci di aumentare velocità, qualità e capacità di risposta alle richieste dei brand. In un mercato in cui la volatilità dei prezzi dell’oro e le oscillazioni della domanda modificano radicalmente i tempi di approvvigionamento, soluzioni tecnologiche integrate diventano cruciali. Chi si rivolge ai saloni di IEG deve trovare un sistema completo, in grado di accompagnare lo sviluppo delle nuove collezioni e dei progetti industriali». La direzione è chiara: creare un ecosistema in cui innovazione, manifattura e mercato dialoghino senza soluzione di continuità.

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