Craftsmanship, Heritage e Innovazione: il Segno di Inhorgenta 2026
Stefanie Maendlein, Exhibition Director, racconta l'edizione appena conclusa: nuovi espositori, talk di alto profilo e un focus rinnovato sul valore dei materiali
«L’edizione 2026 di INHORGENTA ha posto al centro il valore del craftsmanship. Nei sei padiglioni, visitatrici e visitatori hanno trovato un panorama ricco e pulsante del settore: pietre preziose, gioielleria, orologeria, design, tecnologia e servizi. Le aree speciali curate hanno reso l’artigianalità tangibile. In MasterCraftLive e nella Craftsmanship Area, gli artigiani hanno lavorato dal vivo, mostrando tecniche e processi. Con l'area THE ATELIER, la fiera ha offerto un percorso nel savoir-faire orafo, dalle origini mesopotamiche alla contemporaneità high-tech, mostrando il filo continuo che lega tradizione e innovazione. INHORGENTAha confermato la sua dimensione internazionale, con un parterre di espositori ampio e qualificato, con molti ritorni importanti, tra cui Maurice Lacroix e MeisterSinger. Anche l’area orologieraha continuato a crescere: per il secondo anno abbiamo collaborato con la Fondation Haute Horlogerie, e il FHH Cultural Space si èampliato sia nello spazio espositivo sia nei contenuti, con Piagete Oris come partner. A completare l’offerta si sono aggiunti Salon Suisse, il French Pavilion e la Watch Boutique. Nel segmento Fine & High Jewelry, la fiera ha poi accolto nuovi protagonisti internazionali come Akillis, Busatti Milano, Govoni Gioielli, Pesavento, River Mounts, Takto, Tirisi e Via Maggio, e pure l’area Lifestyle & Elegance ha visto nuovi ingressi come Ania Haie (UK), Edblad (Svezia) e Rosefield (Paesi Bassi). Il programma di talkha trasformato l’expertise del settore in strumenti pratici. Nella TRENDFACTORYe nei WATCH TALKS, speaker internazionali provenienti dai settore di design, retail, media e manifatture hanno discusso temi con impatto diretto sull’operatività quotidiana. Uno dei momenti più apprezzati è stato il panel “How do watchmaking and jewellery intertwine?”, con rappresentanti di Piaget, Grima e Wempe, moderato da Scarlett Baker. A questo si sono aggiunte sessioni dedicate a materiali, formazione e brand management, che hanno approfondito ulteriormente il significato contemporaneo di craftsmanship. L’obiettivo rimane quello di sempre: creare chiarezza, stimolare nuove relazioni e offrire idee immediatamente applicabili al rientro in azienda. Riportando il tutto al contesto internazionale, possiamo affermare che il rialzo del prezzo dell’oro non ha alterato la ricerca della bellezza, ma ne ha trasformato l’approccio. I designer hanno ripensato le costruzioni in chiave più leggera, senza rinunciare alla presenza estetica. Hanno sperimentato soluzioni modulari per ampliare la versatilità dei pezzi e comunicato in modo più trasparente il valore intrinseco: dalla scelta delle leghe alla durabilità, fino ai servizi post-vendita. I retailer, dal canto loro, hanno risposto con collezioni più essenziali e senza tempo, valorizzando al punto vendita il motivo per cui un gioiello ha il prezzo che ha. Per noi, tutto questo rappresentava l’essenza del craftsmanship: prendere decisioni consapevoli, rispettare le risorse e creare emozione destinata a durare.»