• Home
  • News
  • Vicenzaoro Highlights, Gennaio 2026: L’Ecosistema di Arte e Business

Vicenzaoro Highlights, Gennaio 2026: L’Ecosistema di Arte e Business

Instabilità geopolitica, aumento delle quotazioni delle materie prime, dazi e cambiamenti nei consumi. Eppure, la gioielleria Made in Italy si conferma il terzo produttore al mondo dopo i colossi di Cina e India


Vicenzaoro January 2026 ha inaugurato ieri con una affollata Opening Ceremony durante la quale istituzioni e i vertici di IEG Italian Exhibition Group hanno riportato numeri importanti: in primis, la cifra di oltre 1.300 espositori – di cui il 40% esteri da 30 Paesi, oggetto di interesse di un parterre di oltre 560 buyer ospitati da 65 Paesi in collaborazione con MAECI e ICE – che vanno a comporre una fotografia articolata e dinamica del comparto, a conferma del consolidato ruolo di Vicenzaoro come ambasciatrice dell’eccellenza italiana nel mondo. Ad aprire i lavori è stato il vicedirettore del TG5 Giuseppe De Filippi, che ha portato subito l'attenzione di imprenditori e media accreditati sull'andamento dei lavori di ampliamento del quartiere fieristico: "La promessa di completare entro al massimo due anni i 22.000 mq di spazi del nuovo padiglione, con i lavori iniziati nel febbraio 2024, verrà mantenuta, e questo è un traguardo straordinario e un messaggio forte di crescita per l'industry". Sul fil rouge di questo spunto sono intervenuti i primi due ospiti sul palco: Alberto Stefani, neo governatore del Veneto, che ha definito Vicenzaoro «una realtà straordinaria e un fiore all’occhiello della Regione», ricordando che "con oltre 1.200 imprese artigiane, il territorio genera il 26% dell’export nazionale del settore", e poi Corrado Peraboni, amministratore delegato di IEG, che ha parlato di un’edizione di svolta: "Due anni e mezzo fa tutti pensavano che avremmo dovuto spostare altrove la fiera per quattro edizioni. Invece, in 24 mesi, con il supporto dell’industry e delle istituzioni, siamo riusciti a rispettare i tempi previsti. Magie che accadono quando le persone giuste si radunano in un luogo giusto". Quindi, "People. Products. Places", come ricorda il claim di questa edizione. Citato nello speech dell’ad, Luca Zaia ha aggiunto: "Gli orafi vicentini sono ambasciatori del Veneto e del Made in Italy nel mondo: portano ovunque qualità, stile, innovazione e la cultura del lavoro che ci contraddistingue in una fase che può essere complicata, in cui si sente troppo spesso la parola guerra più della parola pace. Come istituzioni e associazioni d’impresa, bisogna continuare a stare vicini all’oreficeria". Parlando di export, Matteo Zoppas, Presidente di Agenzia ICE, ha evidenziato che "Agenzia ICE porta ogni anno 12.000 operatori stranieri tra buyer e giornalisti, e secondo una recente ricerca Istat, le aziende che decidono di usufruire dei nostri servizi hanno in media una crescita del 10%". Giovanni Possamai, Sindaco di Vicenza, ha invece puntato sul perfetto connubio che la sua città offre fra business e arte, ricordando come la prima edizione di The Vicenza Symposium sia stata apprezzata dagli oltre 100 imprenditori presenti a settembre scorso anche per la grande suggestione offerta da una location come la Basilica Palladiana, Patrimonio Unesco. "Parlare di innovazione in un edificio del ’500 è straordinario, significa parlare di crescita cui partecipano investimenti pubblici e privati, come nel caso della realizzazione della nuova stazione che a breve nascerà davanti al quartiere fieristico e del collegamento con l’aeroporto di Venezia». Andrea Nardin, Presidente della Provincia, ha invece voluto sottolineare il prezioso contributo dato da IEG nello stimolare la crescita delle future generazioni di addetti al comparto orafo, con talk e attività di formazione. A chiudere la cerimonia è stata Maria Cristina Squarcialupi, neo presidente di Confindustria Federorafi: "L’avvio del mio mandato avviene in un contesto di mercato complesso: nei primi nove mesi del 2025 l’export del settore ha registrato una flessione superiore al 15% rispetto al 2024, con una perdita stimata a fine anno di circa 2 miliardi di euro. Pesano instabilità geopolitica, aumento delle quotazioni delle materie prime, dazi e cambiamenti nei consumi, con mercati come la Turchia e gli Stati Uniti in rallentamento, a fronte della tenuta di Emirati Arabi Uniti, Svizzera e Regno Unito. Nonostante ciò, il settore orafo italiano resta un’eccellenza del Fare Italiano e il terzo produttore mondiale. Il mio mandato punta su continuità di governance, valorizzazione della filiera e rafforzamento dei servizi alle imprese. La parola chiave: fare sistema!"

Share this article:

Iscriviti alla nostra Newsletter

Il tuo browser non è aggiornato!

Aggiornalo per vedere questo sito correttamente. Aggiorna ora

×