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Vicenzaoro Highlights, Settembre 2026: Diamanti Sintetici, Più Chiarezza per i Consumatori

Oggi al Congresso del Centenario di Cibjo si apre il confronto sulla nomenclatura dei diamanti sintetici. Al centro del dibattito la proposta della Diamond Commission di adottare un’unica definizione: “synthetic diamond”


La fiducia del consumatore passa dalle parole. È questo il messaggio del report presentato dalla Diamond Commission di Cibjo, guidata da Udi Sheintal, protagonista oggi di uno dei temi più attesi del Congresso del Centenario di Cibjo a Vicenza. Il documento propone una revisione del Diamond Blue Book, sostenendo che i diamanti sintetici debbano essere identificati esclusivamente come “synthetic diamonds”, eliminando i termini “laboratory-grown” e “laboratory-created”. Secondo Sheintal, la missione di Cibjo è garantire una terminologia «scientificamente accurata, internazionalmente coerente e priva di ambiguità commerciali». Per la Commissione, il linguaggio deve riflettere la realtà produttiva: «I diamanti sintetici non vengono coltivati in laboratorio, ma fabbricati attraverso processi industriali controllati». Utilizzare termini diversi rischia quindi di influenzare la percezione del consumatore invece di descrivere correttamente il prodotto. Un altro tema centrale riguarda l'impiego delle 4C, il sistema di classificazione basato su taglio, colore, purezza e caratura. La Diamond Commission ricorda che questo standard è stato sviluppato per comunicare la rarità dei diamanti naturali e ritiene che il suo utilizzo per i sintetici possa generare confusione. «Quando la scala delle 4C viene usata per descrivere diamanti sintetici, il consumatore può essere portato a credere che siano rari come quelli naturali», osserva Sheintal. Il report richiama inoltre il principio dell’“integrità semantica”: la terminologia deve comunicare in modo chiaro l’identità scientifica e l’origine della gemma, favorendo trasparenza e scelte d’acquisto consapevoli. Accanto a questo tema, il vicepresidente della Diamond Commission Jean-Pierre Chalain presenterà oggi una nuova definizione del termine “cut” nel Diamond Blue Book, distinguendo in modo più preciso la forma dallo stile di taglio, nell’interesse di una comunicazione più chiara e comprensibile per il consumatore finale.


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