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Il 2020? Sotto il segno dell’ottimismo

Cresce l’interesse delle maison della moda per l’industria italiana dei preziosi. Nuove opportunità arrivano dall’area del Golfo


Sono positive le previsioni per il mercato dei gioielli Made In Italy. Alla luce dei risultati dei primi nove mesi del 2019, diffusi da Istat, l’industria italiana dei preziosi si conferma distintiva con un fatturato in crescita del 12%. A guidare la crescita è l’export, dove la solo gioielleria in oro mette a segno una progressione dell’8,8% e questo dato è ancora più evidente se si guarda il primo semestre, periodo in cui la quotazione dell’oro non aveva ancora subito l’accelerazione registrata nei mesi estivi. «Il quadro è favorevole per l’Industry dei preziosi», ha spiegato Stefania Trenti, responsabile dell’Ufficio Industry della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo. «L’indice di fatturato, che rappresenta per lo più le imprese più strutturate con un numero di addetti superiore ai dieci, è positivo soprattutto grazie alle esportazioni. Nel dettaglio, la Francia è sempre più rilevante anche perché molte maison della moda fanno affidamento sull’expertise italiana per la realizzazione delle loro collezioni di gioielli, che seppur a marchio straniero sono realizzate nei nostri distretti. Bene anche l’EAU, che cresce del 18% tornando a ricoprire il ruolo di hub per i gioielli». La produzione italiana, caratterizzata da un alto contenuto di design, reagisce bene anche alla volatilità del prezzo dell’oro, «secondo le analisi trimestrali del World Gold Council, la domanda del metallo giallo in quantità cede il 16%, un dato che coinvolge soprattutto India e Cina, dove i gioielli riflettono il prezzo dell’oro», ha continuato Trenti. «L’Italia, invece, va contro corrente e continua a crescere grazie al valore intrinseco dello stile che c’è in ogni gioiello, e pertanto, rimanda l’impatto del prezzo della materia prima e che comunque sarà meno violento». Il 2020? «In base alle analisi di Altagamma, l’hard luxury crescerà del 5% in valore. Le previsioni sono positive anche se bisognerà fare i conti con nuovi player come la Turchia e con i temi legati all’etica, che stanno diventando prioritai per tutti i settori. Le previsioni sono positive anche per le Pmi dei preziosi, che nei nove mesi hanno visto l’indice di produzione crescere del 22% a fronte del rallentamnto dei beni di consumo in generale, a dimostrazione che il settore è capace di rispondere ai mercati con competenza. Ci aspettiamo quindi un 2020 positivo per tutti i segmenti, auspicando naturalmente che non si verifichino eventi o criticità sociopolitiche inaspettate»

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