Soluzioni per Gioielli "Eco"

Patrizio Capaccioli, uno dei soci e amministratori di Italfimet, anticipa qualche novità di prodotto nel mondo delle finiture galvaniche


Cosa significa per un imprenditore fermarsi per tre mesi?
Per prima cosa, va sottolineato un dato che trovo abbastanza significativo: Italfimet esiste da quasi 30 anni, e l’azienda non aveva mai chiuso o sospeso l’attività neanche per un giorno. Questi tre mesi sono quindi stati abbastanza duri per tutti, ma speriamo che rimanga l’unica nota di interruzione nella nostra storia. E’ stata anche la prima volta in cui abbiamo dovuto ricorrere agli ammortizzatori sociali. Nonostante tutto questo, abbiamo rinnovato tutti gli apprendistati in corso, perché la nostra filosofia e mentalità da imprenditori ci ha spinto a guardare oltre questo momento. Questa è la dimostrazione che crediamo nella formazione dei nostri collaboratori, anche come strumento per un eventuale ingresso in azienda. Nel complesso, possiamo dire di essere una realtà piuttosto giovane, perché l’età media dei nostri dipendenti, una quarantina in tutto, è di 30/35 anni. La maggior parte di loro è stata addestrata in casa, e ora hanno tutti una certa preparazione, sia nell’attività di ricerca che nella consulenza sull’utilizzo dei prodotti. 

Italfimet si occupa di fasi di lavorazione intermedie, non di prodotto finito. A cosa vi siete dedicati in queste settimane?
Italfimet è specializzata in processi chimici e galvaniche targettizzati sui settori gioielleria, moda e oreficeria. Non realizzando prodotti finiti, dai nostri clienti riceviamo soprattutto richieste di ottimizzazione di certe fasi e passaggi, così come di determinati risultati. In altre parole, i clienti puntano sempre più sul risparmio di risorse, energetiche e di materie prime, e sulla riduzione dei costi di produzione, di trasporto, gestione dei magazzini e di smaltimento dei rifiuti particolari. Quest’ultima è l’esigenza più pressante degli ultimi anni, perché la voce “smaltimento” può incidere davvero molto a fine anno sui bilanci di un’azienda. Ridurre l’impatto ambientale delle lavorazioni galvaniche si può, basta equipaggiarsi con gli adeguati impianti che consentono di abbattere la pericolosità di certi scarti. Oggigiorno sono presenti sul mercato le tecnologie adatte. Hanno sicuramente costi importanti, che però si ammortizzano nel tempo, con il risparmio di anno in anno di migliaia di euro. Parte di queste settimane sono quindi state dedicate a questo tipo di ricerca, ma anche allo sviluppo di nuove finiture per il mondo gioielleria, e anche qui, il mainstream degli ultimi anni è l’ecosostenibilità. Abbiamo trovato nuove soluzioni green per la palladiatura e la rodiatura, in grado di coprire diverse applicazioni. Un prodotto molto versatile dal punto di vista estetico, e con un risultato tecnico di altissima qualità. 

I prezzi dei metalli sono schizzati alle stelle. Cosa ha comportato per il vostro settore?
Sì, vero. Sono stati mesi in cui le quotazioni dei metalli hanno registrato valori molto fluttuanti. L’oro ha subito rialzi importanti, ma a guardare bene, ora ha quotazioni quasi pari a quelle pre-Covid. Diciamo che la situazione anomala, con il fermo globale dei mercati, ci ha costretti a guardare in più direzioni. In sostanza, siamo pronti un po’ a tutti i possibili futuri scenari. Gli studi che abbiamo fatto di recente per migliorare le varie finiture ci permetterà di lanciare sul mercato un bagno di palladio dalle performance elevate, ovviamente qualora il palladio tornasse a cifre normali, e così via. Rodio e platino sono invece i metalli che rientrano in un concetto di risparmio, e qui abbiamo ottimizzato la platinatura, in modo da sostituire il palladio, al momento molto caro, così come una lega rodio/platino che garantisce gli stessi risultati della rodiatura, ma con margini superiori. Purtroppo, a incidere sui costi dei metalli sono anche altri settori importanti dell’industria globale, che ne assorbono quantità straordinarie: il palladio, per esempio, è un ottimo catalizzatore per le sintesi farmaceutiche, ed è anche il metallo impiegato dall’industria automobilistica per le marmitte catalitiche. Già a gennaio, il prezzo all’oncia era di 2.500 dollari, ben cinque volte il valore registrato nel 2016.

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