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Vicenzaoro Highlights, Settembre 2026: È il Tempo dei Bilanci

Si chiude Vicenzaoro September, registrando la soddisfazione di un comparto che, anche a fronte di scenari internazionali complessi, non perde dinamismo ed entusiasmo, spinto ora dalla consapevolezza di avere a disposizione un nuovo e adeguato spazio


IEG e Volkwin Marg hanno una lunga storia di collaborazione. Già nel 2000, l’architetto tedesco cofondatore dello Studio GMP Architekten - artefice anche dei quartieri fieristici di Lipsia, Hannover e Düsseldorf, oltre che di stadi in Brasile, a Berlino e Città del Capo - aveva progettato la nuova Fiera di Rimini, headquarter di Italian Exhibition Group, edificio caratterizzato da tetti in legno lamellare, specchi d’acqua interni e un forte senso di integrazione con il paesaggio esterno. Per Vicenza, lo scopo primario del restyling era dare nuova luce e respiro a quello che era il fulcro storico dell’area espositiva, la famosa “chiocciola” realizzata negli anni Settanta, diventata col tempo icona dello sviluppo del settore ma ultimamente segno della necessità di un cambio di passo, di un’accelerazione verso nuovi servizi a favore di un business cresciuto esponenzialmente nei numeri e nella qualità. Ora che la promessa fatta due anni e mezzo fa è stata rispettata e che il “trapianto di cuore”, come l’ha definito lo stesso architetto Marg, ha avuto successo è evidente quanto sia stata una scelta coraggiosa e tutt’altro che scontato affrontarla, soprattutto in anni post pandemici seguiti da crisi geopolitiche importanti. Giunti al termine di questa edizione, principio di una nuova era per Vicenzaoro, è dunque tempo di bilanci. Chiunque in questi giorni abbia visitato la rinnovata Hall 2 e gli spazi della community di T.Gold - il salone dedicato alle tecnologie, ai macchinari e alle innovazioni applicate alla produzione orafa - ha potuto percepire la soddisfazione delle oltre 170 aziende partecipanti, integrate finalmente al resto del contesto espositivo in Hall 4. Un passo importante e a lungo atteso ora risultato tangibile della strategia a supporto dell’industry intrapresa da IEG. Del resto, la domanda internazionale continua a confermare la centralità del gioiello italiano sui mercati mondiali. Nonostante le tensioni globali, il settore orafo-gioielliero nazionale mantiene infatti una forte vocazione all'export, con gli Stati Uniti, il Medio Oriente e i principali mercati europei che restano tra i principali driver di crescita. Una dinamica che ha trovato riscontro anche nei corridoi della manifestazione, sold out con 1.300 brand espositori provenienti da 40 Paesi e una presenza di visitatori stranieri sempre più qualificata, a conferma della capacità di Vicenzaoro di interpretare e anticipare le esigenze della filiera globale. L’ormai consueta collaborazione con Agenzia ICE ha portato inoltre 910 buyer qualificati provenienti da 73 Paesi di tutti i continenti, con un trend in crescita del 33% rispetto all’edizione di settembre 2025. Il desiderio di voler mantenere la leadership del comparto espresso dal Presidente Maurizio Ermeti sin dal giorno dell’inaugurazione è stato dunque rispettato, e non può che essere un’ottima base da cui partire per fare ancora meglio da qui a venire. D’obbligo chiudere con le parole di buon auspicio di colui che ha progettato questa dimora, l’architetto Marg: “Ora il nuovo cuore sta battendo, per un ottimo futuro della gioielleria”.


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