Nel 2026 i Gioielli Vanno oltre il Regalo
Secondo lo studio BoF-McKinsey, State of Fashion 2026, i brand trarranno vantaggio dalla crescente diversificazione del settore e dai mutevoli gusti dei consumatori. Ma quali sono le priorità strategiche?
Con un ritmo di crescita delle vendite superiore a quello di tutte le altre categorie della moda, la gioielleria si conferma come uno dei comparti più dinamici e il suo momento positivo è destinato a proseguire almeno fino al 2026. In controtendenza rispetto al rallentamento che ha interessato il lusso nel suo complesso, il comparto continua a beneficiare di una base di consumatori in espansione, sempre più orientata verso investimenti di lungo periodo, forme di auto-espressione e acquisti legati alla gratificazione personale.
Nei prossimi anni la gioielleria è destinata a diventare la categoria in più rapida crescita nel settore della moda in termini di vendite unitarie, con un tasso di circa quattro volte superiore a quello del fashion. Entro il 2028, sia la custom sia la fine jewelry registreranno un andamento di crescita simile, con un incremento delle vendite compreso tra il 5,3% e il 5,6% annuo. Questa dinamica è particolarmente evidente nel segmento dei gioielli branded, le cui vendite hanno rappresentato il 25% del mercato nel 2024 e sono cresciute dell’8,3% annuo tra il 2021 e il 2024, quasi il doppio rispetto al 4,3% dei gioielli unbranded.
Nel 2025, per il 61% dei consumatori i brand in gioielleria rivestono un ruolo determinante, percentuale che, in Cina, sale all’82%. I gioielli con diamanti rappresentano circa un terzo delle vendite globali e si prevede che cresceranno a un tasso tra il 4% e il 5% annuo fino al 2028. All’interno di questo comparto, i diamanti sintetici sono destinati a registrare una crescita ancora più sostenuta, tra il 15% e il 16% annuo, grazie alla loro crescente diffusione, soprattutto in India, Cina e Stati Uniti. Questo slancio riflette il ruolo unico dei gioielli come riserva di valore, sia emotivo sia finanziario. In controtendenza rispetto al rallentamento più ampio del settore lusso, la gioielleria continua a beneficiare di una base di consumatori in espansione, sempre più orientata verso investimenti duraturi, come forme di auto-espressione e acquisti legati alla gratificazione personale. Secondo Sabina Belli, Ceo di Pomellato, «La gioielleria di fascia alta, che alimenta un mercato mondiale da oltre 31 miliardi di euro, dovrebbe confermare nel 2026 le performance positive di questi anni, rappresentando per il consumatore una forma di investimento sicuro in un contesto di volatilità economica. Questo spiega il grande interesse per i branded jewels e l’aumento di acquisti ‘high ticket’, anche tramite canali digitali. Il gioiello di alta gamma è sempre più vissuto come opera d’arte, espressione di identità e tradizione. L’eccellenza manifatturiera italiana si conferma garanzia di qualità e valore duraturo».
Strategie:
Integrare l’estensione di categoria nel DNA del brand: con l’ingresso sempre più incisivo dei brand moda nel mondo della gioielleria, il loro successo dipenderà dalla capacità di costruire una proposta credibile e distintiva. Le aziende dovrebbero valorizzare i propri punti di forza - artigianalità, savoir-faire, innovazione nei materiali - e tradurli nello sviluppo delle collezioni, affinché la gioielleria appaia come un’estensione naturale dell’identità del proprio brand e non come un’aggiunta "opportunistica".
Espandere l’offerta maschile e genderless: la domanda di gioielli da parte di una clientela maschile e senza distinzione di genere, è in forte crescita. Design modulari, minimalisti e scultorei permettono di superare le categorie tradizionali, anche attraverso una riduzione della segmentazione di genere. Sebbene rappresenti ancora una quota ridotta del mercato, la gioielleria maschile è uno dei segmenti a più rapida crescita, con un tasso annuo previsto tra il 7% e l’8% fino al 2028, contro il 4-5% della gioielleria femminile.
Concepire il gioiello come forma di auto-espressione: la comunicazione si sta spostando sempre più dal gioiello inteso come regalo, al pezzo personalizzato o acquistato per sé. I brand sono chiamati così a esplorare nuove modalità di customizzazione adattandole a diverse fasce di prezzo che, nell’alta gamma, si traducono in lavorazioni artigianali, materiali inusuali e pezzi unici, mentre nel segmento più accessibile, prendono forma attraverso il layering e lo stacking. Cresce l'interesse per la cosiddetta "novelty jewelry" ossia creazioni ironiche e giocose che spaziano dalla fashion jewelry entry-level fino a gioielli che superano i 25.000 dollari.
Definire una strategia per le gemme sintetiche: diventa essenziale stabilire come e dove integrare diamanti e pietre colorate sintetiche all’interno dell'offerta di fine jewelry. Queste gemme possono trovare spazio in gioielli con pietre diverse o essere utilizzate come supporto per i diamanti naturali. La strategia dei brand dovrà tenere conto delle differenze regionali nella percezione dei consumatori nei confronti del sintetico, mentre retail e comunicazione dovranno evidenziare le diverse proposte di valore in modo chiaro e comprensibile.
Nei prossimi anni la gioielleria è destinata a diventare la categoria in più rapida crescita nel settore della moda in termini di vendite unitarie, con un tasso di circa quattro volte superiore a quello del fashion. Entro il 2028, sia la custom sia la fine jewelry registreranno un andamento di crescita simile, con un incremento delle vendite compreso tra il 5,3% e il 5,6% annuo. Questa dinamica è particolarmente evidente nel segmento dei gioielli branded, le cui vendite hanno rappresentato il 25% del mercato nel 2024 e sono cresciute dell’8,3% annuo tra il 2021 e il 2024, quasi il doppio rispetto al 4,3% dei gioielli unbranded.
Nel 2025, per il 61% dei consumatori i brand in gioielleria rivestono un ruolo determinante, percentuale che, in Cina, sale all’82%. I gioielli con diamanti rappresentano circa un terzo delle vendite globali e si prevede che cresceranno a un tasso tra il 4% e il 5% annuo fino al 2028. All’interno di questo comparto, i diamanti sintetici sono destinati a registrare una crescita ancora più sostenuta, tra il 15% e il 16% annuo, grazie alla loro crescente diffusione, soprattutto in India, Cina e Stati Uniti. Questo slancio riflette il ruolo unico dei gioielli come riserva di valore, sia emotivo sia finanziario. In controtendenza rispetto al rallentamento più ampio del settore lusso, la gioielleria continua a beneficiare di una base di consumatori in espansione, sempre più orientata verso investimenti duraturi, come forme di auto-espressione e acquisti legati alla gratificazione personale. Secondo Sabina Belli, Ceo di Pomellato, «La gioielleria di fascia alta, che alimenta un mercato mondiale da oltre 31 miliardi di euro, dovrebbe confermare nel 2026 le performance positive di questi anni, rappresentando per il consumatore una forma di investimento sicuro in un contesto di volatilità economica. Questo spiega il grande interesse per i branded jewels e l’aumento di acquisti ‘high ticket’, anche tramite canali digitali. Il gioiello di alta gamma è sempre più vissuto come opera d’arte, espressione di identità e tradizione. L’eccellenza manifatturiera italiana si conferma garanzia di qualità e valore duraturo».
Strategie:
Integrare l’estensione di categoria nel DNA del brand: con l’ingresso sempre più incisivo dei brand moda nel mondo della gioielleria, il loro successo dipenderà dalla capacità di costruire una proposta credibile e distintiva. Le aziende dovrebbero valorizzare i propri punti di forza - artigianalità, savoir-faire, innovazione nei materiali - e tradurli nello sviluppo delle collezioni, affinché la gioielleria appaia come un’estensione naturale dell’identità del proprio brand e non come un’aggiunta "opportunistica".
Espandere l’offerta maschile e genderless: la domanda di gioielli da parte di una clientela maschile e senza distinzione di genere, è in forte crescita. Design modulari, minimalisti e scultorei permettono di superare le categorie tradizionali, anche attraverso una riduzione della segmentazione di genere. Sebbene rappresenti ancora una quota ridotta del mercato, la gioielleria maschile è uno dei segmenti a più rapida crescita, con un tasso annuo previsto tra il 7% e l’8% fino al 2028, contro il 4-5% della gioielleria femminile.
Concepire il gioiello come forma di auto-espressione: la comunicazione si sta spostando sempre più dal gioiello inteso come regalo, al pezzo personalizzato o acquistato per sé. I brand sono chiamati così a esplorare nuove modalità di customizzazione adattandole a diverse fasce di prezzo che, nell’alta gamma, si traducono in lavorazioni artigianali, materiali inusuali e pezzi unici, mentre nel segmento più accessibile, prendono forma attraverso il layering e lo stacking. Cresce l'interesse per la cosiddetta "novelty jewelry" ossia creazioni ironiche e giocose che spaziano dalla fashion jewelry entry-level fino a gioielli che superano i 25.000 dollari.
Definire una strategia per le gemme sintetiche: diventa essenziale stabilire come e dove integrare diamanti e pietre colorate sintetiche all’interno dell'offerta di fine jewelry. Queste gemme possono trovare spazio in gioielli con pietre diverse o essere utilizzate come supporto per i diamanti naturali. La strategia dei brand dovrà tenere conto delle differenze regionali nella percezione dei consumatori nei confronti del sintetico, mentre retail e comunicazione dovranno evidenziare le diverse proposte di valore in modo chiaro e comprensibile.