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L’Evoluzione “Light” di Benoi

Dopo il lancio delle collezioni alto di gamma, il nuovo marchio di alta gioielleria propone le versioni daily use dei suoi masterpiece. Ce ne parla il cofondatore Gino Di Luca


Nel progetto Benoi - brand di alta gioielleria nato nel 2025 dal fortunato incontro fra Gino Di Luca, già Ceo di Cameo Italiano, e i partner Binoy e Malav Shah, esperti dealer di pietre preziose - Di Luca ha il delicato ruolo di tracciare la road map verso un target ben preciso: diventare un benchmark del settore luxury. Le idee creative non mancano certo, e la messa a fuoco su una strategia vincente nemmeno: «Ho sempre guardato con grande attenzione le dinamiche di mercato delle grandi maison, e ciò che abbiamo fatto in questo primo anno e mezzo di vita di Benoi ne è l’esatto riflesso: nell’alto di gamma, l’identificazione di un nuovo marchio passa attraverso il lancio di prodotti flagship, che diventano un po’ le pietre migliari, la base dell’heritage futuro. Poi, solo dopo aver consolidato i contorni del marchio a favore di un posizionamento high end, ci si può dedicare alle altre linee, che pur rispettando i codici stilistici del brand, lo rendono accessibile a un pubblico più ampio. Il successo che Benoi ha raccolto sin dal suo debutto, ci ha già permesso di avviare questa seconda fase. Nella recente edizione di Haute Jewels a Ginevra abbiamo infatti proposto le nostre collezioni per così dire alleggerite, ossia con pietre di taglio minore rispetto ai pezzi one of a kind, ma l’immagine, il percepito finale è sempre quello di un gioiello dove ricchezza dei dettagli e bellezza ricercata rimangono definite, assolute. Che si tratti di oro o titanio, a dominare al centro della scena sono pietre purissime, diamanti o smeraldi per esempio. A cambiare sono i volumi, non la qualità, che rimane sempre intatta».

Il design si adatta quindi nelle dimensioni, ma rimanendo dentro i confini delle linee stilistiche che rendono riconoscibile un gioiello Benoi. E questo grazie a un lavoro di ricerca di un’identità forte, che trova nelle ropes, le “corde” in oro o titanio incassato con diamanti dall’effetto “flow” morbido e confortevole, i suoi primi capisaldi, già apprezzati nell’high end e ora anche nella versione “daily use”. «A Haute Jewels abbiamo avuto ottimi riscontri, soprattutto da dealer europei ma anche degli Stati Uniti e del Sud America. Possiamo dire di avere già clienti affezionati che hanno colto con favore questo passaggio evolutivo verso una maggiore diffusione del marchio. La sorpresa è stato l’inizio di una collaborazione con un grosso dettagliante di Bogotà, in Colombia, exploit inatteso ma che ci stimola verso ulteriori sviluppi. Tutti risultati che ci aprono la via verso le prossime destinazioni: Couture a Las Vegas e Vicenzaoro a settembre».


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